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venerdì, 31 ottobre 2008
 

SCANDALO!

Dj Giorgio Luigi sfida il vairus che gli sta infestando il pc per segnalarvi lo scandalo più grosso degli ultimi tempi: Licio Gelli avrà un programma televisivo tutto suo. Chi non ci crede clicchi qui: il programma si chiama Venerabile Italia (che nome simpatico...) e la prima puntata andrà in onda il 3 novembre, subito dopo la festa dei morti - perchè Licio Gelli di morti se ne intende...

Perchè Dj Giorgio Luigi urla allo scandalo? Perchè in questo nostro paese dalla memoria troooooppo corta, forse non ci si ricorda chi è Licio Gelli, questo anziano signore che ha fatto le peggio porcherie nel corso del XX secolo, un uomo che - assieme ad altri, per carità, non sto qui a citare Cossiga, uomo a cui in questi giorni devo fischiare n sacco le orecchie  - ha contribuito a rendere l'Italia una colonia nord americana.

Poche brevi notizie:

  • Licio Gelli è stato maestro venerabile della loggia massonica P2;
  • nel 1943 aderisce alla Repubblica di Salò diventando un ufficiale di collegamento fra il governo fascista e il Terzo Reich;
  • è stato condannato a 12 anni di carcere perchè colpevole della bancarotta del Banco Ambrosiano nel 1982.

Licio Gelli, inoltre, è stato condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati:

  • Procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato;
  • Calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola;
  • Tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna;
  • Bancarotta fraudolenta.

Per maggiori informazioni su Licio Gelli e il suo mondo (marcio):

http://it.wikipedia.org/wiki/Licio_Gelli

http://it.wikipedia.org/wiki/P2

http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica

http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_appartenenti_alla_P2

Nonchè Dj Giorgio Luigi consiglia a tutti la lettura del libro Trame Atlantiche di Sergio Flamigni, opera ricchissima di notizie e spunti di riflessione.

Resta il fatto che a quest'uomo viene pemesso di andare in tivvù a parlare. Che grossa merdata!

postato da donnaprassede78 | 20:33 | commenti (2)
attualità, libros, tivvù


domenica, 12 ottobre 2008
 

QUANDO LA MASSONERIA ROVINA LA POESIA...

POLIDORODj Giorgio Luigi ha letto per voi un libro straordinario, e vabbè che l'ha letto per voi, però ve ne consiglia accoratamente la lettura per conto vostro: Grandi misteri della storia, di Massimo Polidoro. Il libro è del 2002, quindi non esattamente fresco di stampa, però è affascinante, sapientemente condotto, oltremodo interessante. Trattasi di un'indagine scientifica su alcuni dei Misteri più Misteriosi della storia dell'uomo: dal triangolo delle Bermuda al Titanic, passando per la maledizione di Tutankamon e Atlantide, l'Autore affronta questi casi enigmatici tentando di svelarne i misteri e, molto spesso, portando a galla la fuffa che li circonda. Esemplare il capitolo dedicato alla cosiddetta "cripta inquieta", ovvero una tomba di famiglia nel cimitero della chiesa di Cristo, nell'isola Barbados. Fatta costruire nel 1724 da James Eliot, la cripta accolse, nel corso degli anni, molti membri della famiglia del facoltoso schiavista Thomas Chase, che ne divenne proprietario nel 1808. Ma nel 1812, quando toccò a mr. Chase himself esservi sepolto, all'apertura della cripta i presenti si trovarono di fronte uno spettacolo inquietante: tutte le bare deposte fino a quel momento erano state spostate dalla posizione originaria, anche quelle più pesanti. E così di seguito: ad ogni nuova apertura per depositare un nuovo feretro, le bare venivano trovate spostate, appoggiate contro le pareti, alcune addirittura sfasciate. La popolazione indigena locale iniziò a temere che la cripta fosse posseduta da spiriti maligni, mentre i signorotti schiavisti ipotizzarono che lo scempio fosse opera degli schiavi, chissà nel tentativo di vendicarsi contro i Chase, famiglia schiavista piuttosto brutale e crudele nei confronti degli indigeni. Per molti anni la situazione non cambiò: nuova apertura della cripta, bare spostate; nessuno era in grado di trovare una spiegazione convincente (logica o illogica che fosse) che mettesse fine al mistero. A questo ci pensò l'investigatore americano Joe Nickell, che nel 1988 pubblicò il volume Secrets of the Supernaturals nel quale spiegava la sua teoria riguardo all'enigma della cripta; dopo due anni di studi e indagini, dopo essersi letto tutta la letteratura riguardante l'isola Barbados, la sua storia, e in particolare quella del cimitero in questione, Nickell proclamò, con buona pace dei creduloni, che tutta questa storia era fuffa! Capì infatti che all'interno della cripta si erano tenuti dei riti massonici (la massoneria era giunta nell'isola Barbados - eh si, è giunta anche li! - nel 1740), e gli stessi massoni si erano incaricati della chiusura della cripta ad ogni nuova riapertura; la posizione in cui erano trovate le bare faceva parte del simbolismo massonico della "cripta segreta"; come dice Nickell: "La cripta era, negli antichi misteri, simbolica della tomba, poichè l'iniziazione era simbolica della morte, unico luogo in cui si può trovare la Divina Verità...Come ogni altro mito e allegoria della massoneria, la relazione storica può essere vera o falsa; può basarsi sui fatti o sul frutto della fantasia; la lezione è sempre qui, e il simbolismo insegna indipendentemente dalla storia".

Questo libro è altamente sconsigliato a chi "vuole credere", perchè la delusione di vedere un affascinante enigma essere smontato dall'impietosa Scienza potrebbe essere troppo violenta!

 

postato da donnaprassede78 | 16:51 | commenti
libros


sabato, 27 settembre 2008
 

GIOVANI AUTORI CRESCONO

Pubblichiamo, su gentil  richiesta del Padrino, cui tanti onori tributiamo con ossequianza et magniloquenzia, un breve estratto da IL GIARDINO IRRAGGIUNGIBILE di Caterina Saracino, autrice esordiente a cui djgiorgioluigi manda un in bocca al lupo straordinario.

BUONANOTTE, CAPELLI ROSSI

È da quando ho memoria di me che sogno un giardino. Un giardino senza orizzonti, dove il sole è accecante e la vegetazione è così alta e densa che ci si può nuotare, senza percezione di gravità, come sospesi ad una corda di nylon. So che c’è un modo per arrivarci, mi sembra di riconoscere la strada in ogni vicolo della mia città, mi sforzo di tenerne a mente il percorso, di calcolarne il tempo di arrivo; ma quando mi sveglio ho già dimenticato tutto.

Trentasei anni a cercare questo giardino irraggiungibile. Forse mi piace soffrire. O forse spero solo di non trovarlo mai.

Conobbi la rossa in un ipermercato. Era una giornata torrida di maggio e la metà dei clienti era stata attratta, me compreso, dalla seduzione dell’aria condizionata. L’uso del mio cesto rosso di plastica era giustificato solo da un pacco di riso parboiled e da un’altro di merendine al cioccolato. La golosità faceva sberleffi alla vergogna quando portavo alla cassa l’infame confezione infestata dalle figure imbecilli dei personaggi-sorpresa. Mi concedevo, insomma, la voluttà di viaggiare su una barchetta rubata ad un bambino pur di navigare in un mare di surrogato.

Camminavo per il centro commerciale godendomi il fresco, quando la mia attenzione venne catturata dalla graziosa rotondità di una donna longilinea e piuttosto alta che teneva per mano un pargolo biondo di circa sette anni. Mi chiesi se tanta avvenenza posteriore fosse equilibrata da una rara bruttezza anteriore e ad ogni passo sinuoso della donna, la mia curiosità lievitava.

Dovetti infilarmi nei reparti in cui indovinavo volessero dirigersi, finché li ritrovai in quello ortofrutticolo.

La donna era impagabilmente bella, come può esserlo l’ultimo disegno di un visionario. Una massa di ricci tizianeschi le faceva contorno alla testa. Dalla mia posizione potevo udire le loro voci.

<<Perché usi quei guanti, zia?>>

<<Per igiene. Bisogna rispettare le persone che compreranno questa frutta. E anche perché su certi ortaggi può esserci del terreno e noi non vogliamo sporcarci le mani, quando abbiamo questi guanti così carini!>>

<<Sì. Possiamo prendere queste mele che non sono sporche di terreno?>>

La donna sorrise, sfregandogli il capo.

Oh, deliziosa Biancaneve che istruisci il nanetto!

Mi avvicinai, fingendo interesse per delle fragole eccessivamente mature per poterselo meritare.

<<Quel signore non ha messo i guanti!>> bisbigliò la piccola spia.

Sapere che in quel momento gli occhi di lei mi stavano puntando, m’infuse un certo coraggio. Mi rivolsi al bimbo.

<<Queste fragole sono così molli che si possono spiaccicare direttamente sul pane. Poi ci metti lo zucchero ed è come se mangiassi pane e marmellata. Uguale.>> Il bambino rise.

<<E se c’è il verme?>> osservò poi, avvicinandosi un ditino al naso.

<<Gli chiedi se vuole fare colazione con te, invece che starsene rintanato lì dentro. Ti pare?>>

Fingendo disinteresse, la donna infilò in diversi sacchetti trasparenti una mezza dozzina di mele rosse, un gambo di sedano, un grosso cespo d’insalata riccia, almeno due chili di pomodori e alcune cipolle, scrutando bene ogni cosa che imbustava, come un ispettore del controllo qualità. La guardai inebetito finché ebbe completato le operazioni.

<<Continuiamo il giro, Matteo. Beh, buona giornata.>> fece, rivolta alla mia direzione, mentre sollevava da terra il cesto di plastica appesantito.

Un guizzo strano nei suoi occhi, calò un pezzo di corda perché io scalassi la torre fragile della speranza. Chiusa la mano del nipote nella propria, si avviò verso il reparto dei dolciumi per scegliere un barattolo di miele d’acacia. Continuai a seguirli, tenendomi ad una certa distanza. Come mi aspettavo, il bambino cominciò a frignare di desiderio per un pacco di merendine con la sorpresa. La salutista non cedeva. Dovevo aiutarlo. Aprii la mia confezione personale, ne estrassi un involucro che vestiva un mostriciattolo con gli occhi a palla e lo feci scivolare nella mano del piccolo Matteo.

<<Grazie!>> gridò lui, entusiasta, come se gli avessi consegnato le chiavi di un’immensa stanza dei giochi.

<<Figurati, io li ho già collezionati tutti. Questo è un doppione.>> scherzai, pensando al mio gesto automatico di scaricare quegli obbrobri direttamente nel cestino dei rifiuti.

Stavolta la rossa fece di tutto per apparire infastidita, senza tuttavia riuscirvi.

<<Vuole accompagnarci nel reparto pescheria?>> fischiò, sarcastica.

<<Non sono bravo a consigliare. E credo che lei sia piuttosto decisa, come tipo.>>

<<Si è già fatto un’idea di me? Cos’è, uno psicologo?>>

<<Magari! A quest’ora avrei sotterfugi meno infantili per poterla avvicinare.>>

Il suo sguardo corse rapido al bambino, poi si piantò nei miei occhi, ma io riuscivo a vedere solo l’increspatura innaturale delle sue labbra.

Mi ritrovai solo col mio cesto rosso semivuoto a domandarmi il significato del guizzo nel reparto ortofrutticolo e guardare quella coppia male assortita che si allontanava in fretta. Pagai la mia roba ad una cassa agevolata e trascorsi una buona mezz’ora da Muzik a passare in rassegna le ultime uscite discografiche, uscendone poi con Treasure dei Cocteau Twins. Mi riconsegnai all’afa di quel giorno come un condannato alla gogna e raggiunsi la mia 407. Avevo appena infilato la chiave nella portiera quando vidi la donna raggiungere una coppia che usciva dal grosso negozio di articoli sportivi accanto al centro commerciale. Ridacchiarono un po’ insieme, carezzando la testa del bambino come fosse un antistress, poi la rossa consegnò il nipote a quelli che dovevano essere i genitori e si allontanò. Quando sollevò lo sguardo verso di me, io lo distrassi e feci per entrare in macchina.

<<Aspetti!>>

Incedette verso di me senza fretta, i tacchi alti dovevano esserle d’impiccio. Posò le buste per terra con un fievole sospiro. Vicinissima. La camicetta bianca, i jeans con piccoli fiori ricamati sul lato sinistro, i sandali altissimi. La sproporzionata grandezza dei suoi occhi rispetto al viso minuto mi colpì. Strano notarlo solo ora. Meravigliosi quei ricci di rame ben definiti che rilucevano intorno all’ovale perfetto del viso. Odorava di lavanda e ogni dettaglio dei suoi accessori e della sua persona rasentava la perfezione.

<<Le chiedo scusa per la mia scortesia, ma deve riconoscere che il momento non era adatto, visto che ero con un bambino.>>

<<Scusi lei.>> chiusi, un po’ sbrigativo.

Avrei ignorato tutta la gente intorno a noi e l’avrei sbattuta contro il cofano bollente se avessi colto in lei il benché minimo invito. Nel farlo, avrei rotto le bottiglie di salsa sotto i nostri piedi, fatto rotolare via la latta del mais, sfogliato la sua insalata; ma non me ne sarei nemmeno accorto.

<<Mio nipote l’ha trovata molto simpatico.>> cercò di dare spago alla conversazione.

<<Personcina deliziosa. Mi chiamo Elia.>> Le tesi la mano.

<<Janira.>>

<<Cenerebbe con me?>>

<<Ho quarantacinque anni.>>

<<Mai sentita una scusa del genere…>>

Janira rise, poi scosse la testa, arresa a me, chinandosi a raccogliere le buste con una flessuosità da ballerina. Appuntamento per le venti e trenta.



Estratto da “IL GIARDINO IRRAGGIUNGIBILE” di Caterina Saracino, ENRICO FOLCI EDITORE 2008.

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libros


giovedì, 25 settembre 2008
 

ALITALIA DOCET
fantozzi_libroIn questo periodo di tensione sociale ed economica, djgiorgioluigi, grazie alla presenza di Augusto Fantozzi nell'affaire Alitalia, riscopre la figura intramontabile del ragionier Ugo Fantozzi, uomo come tanti, personaggio come pochi. I suoi film sono ultraconosciuti, non sto qui a citarli, ma sappiate che, in caso di un attacco violento di nostalgia, li trovate tutti su youtube. E' dei libri scritti da Villaggio che djgiorgioluigi intende parlare quest'oggi, e in particolare di Superfantozzi, raccolta di tutte le avventure in un unico volume: dj Giorgio Luigi tiene tra le sue possenti mani una copia edita Rizzoli del 1985, ed ignora se esistano ristampe in circolazione, ma tutto ciò non ha importanza, sappiate che ogni biblioteca di quartiere degna di questo nome ha tra i suoi scaffali una copia polverosa del suddetto geniale libro. Riscoprite quindi il ragioner Ugo, la Pina, la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, il professor Vignardelli Bava e la mitica signorina Silvani, quel "mostrino di gamba corta all'italiana, denti da coniglietto e capelli tinti, ma certo più viva di sua moglie Pina...", che tanta gioia vi daran!
postato da donnaprassede78 | 16:51 | commenti (3)
cinema, attualità, libros


giovedì, 22 maggio 2008
 

SENZA TITOLO

henry millerI libri sono una delle poche cose cui gli uomini si affezionano profondamente. E quanto migliore è l'uomo, tanto più facilmente condividerà con altri le sue cose più amate. Un libro che giaccia ozioso in uno scaffale è un bene sprecato. Come il denaro, i libri devono essere tenuti in continua circolazione. Vanno imprestati e presi in prestito quanto più possibile - tanto i libri che il denaro! Ma specialmente i libri, poichè rappresentano infinitamente di più del denaro. Un libro non è soltanto un amico, ma vi fa degli amici. Quando vi siete impadroniti di un libro con la mente e con lo spirito vi siete arricchiti. Ma quando lo date a un altro vi siete arricchiti tre volte di più.

da I libri nella mia vita, Henry Miller.

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libros, pensamiento culto


lunedì, 12 maggio 2008
 

RIVISTE DI SETTORE TROPPO DI SETTORE...

Tutti conosciamo Eros, il simpatico dio dell'Amore che, per l'appunto, elargisce Amore ai più. In pochi conoscono Thanatos, il non altrettanto simpatico dio che dispensa Morte a tutti. Inutile star qui a ricordare come la civiltà occidentale, da sempre, non voglia fare i conti con Thanatos, e quindi con troppa nonscialàns inventi ultramondi per evitare di pensare all'Eterno Oblio.

logoMa ecco che ci viene in aiuto la Fondazione Fabretti, centro di documentazione sulla morte e il morire, che regala ai suoi lettori un approccio scientifico all'annoso problema della Morte. Di enorme valore è la rivista  "CONFINI", unica pubblicazione culturale periodica cremazionista esistente in Italia che tratta approfonditamente la cultura cimiteriale con tutte le problematiche annesse.

Il comitato scientifico che cura la Fondazione è di tutto rispetto e la serietà con cui sono affrontati questi temi è indubbia, ma è impossibile non trattenere un sorriso di fronte ad articoli scientifici dai titoli "I giovani e la cremazione", "Il cimitero di domani" e "Morire in ospedale".

Dj Giorgio Luigi si chiede se il metodo ridanciano non sia quello più giusto per accogliere Thanatos nei nostri pensieri...



venerdì, 18 aprile 2008
 

GRADITI RITORNI

Molti di voi, ne siamo certi, si saranno chiesti che fine ha fatto la tuttologa preferita da dj Giorgio Luigi, l'inafferrabile dott.ssa Ana Che Mazón y Gulag. Ebbene, Ella, dopo tanta latitanza, torna in libreria con due nuove opere di sicuro interesse, ma noi tutti ci auguriamo che possa presto tornare in pompa magna ad essere la tuttologa di un tempo, quando avrà più tempo da dedicare a questo bel blog. Nel frattempo ecco i libri che vi si consiglia questa settimana, naturalmente pubblicati grazie ai tipi delle Edizioni El Santo:

the devil wears prada

LAVORANDO CON MERYL STREEP

Un appassionante ritratto di una giovine di belle speranza che si trova a lavorare gomito a gomito non con Meryl Streep, ma con il personaggio immortalato dalla Streep in Il diavolo veste Prada: un' indisponente, altezzosa, manager-di-sè-stessa, figghia-di-bottana capo ufficio che tormenta la nostra narratrice every day sul posto di lavoro. Straziante.

 

 

 

 

silvio

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIU'?

Pubblicato il giorno dopo il lungo weekend elettorale - con un tempismo francamente straordinario - questo saggio prende in esame tutti gli aspetti della terza elezione di Silvio a capo del governo. Inquietante.

 

 

Per chiunque voglia approfondire la bibliografia della nostra tuttologa, pregasi cliccare qui.



martedì, 26 febbraio 2008
 

MATRIARCATO IN FORMA DI SCIENZA

margherita hackCome ben sapete, gentili et amabili lettori, dj Giorgio Luigi e le sue portegne sono particolarmente attenti alle tematiche inerenti il matriarcato. Per tanto vi si segnala quest'oggi una meritoria opera divulgativa portata avanti dalla casa editrice Editoriale Scienza, che ha pubblicato una serie di libercoli illustrati dedicati a donne di scienza, da Margherita Hack a Marie Curie a Vandana Shiva. Dj Giorgio Luigi ha letto per voi la storia di Vandana Shiva (Sulle orme di Gandhi. Storia e storie di Vandana Shiva, di Emanuela Nava) e quella di Margheritona Hack (L'universo di Margherita. Storia e storie di Margherita Hack, di Simona Cerrato e Margherita - Maga Magò - Hack Herself). Della seconda cosa si può dire che non sia già statoVandana Shiva ampiamente detto? Che è una donna meravigliosa, attivista politica, astrofisica d'eccellenza, regina dell'arte della divulgazione, amante degli animali e della natura, lo sappiamo tutti. Della prima, invece, diciamo che è stata una meravigliosa scoperta. Nata e cresciuta in India, va in Canada per studiare Fisica all'università, ma ben presto torna nel suo paese natio per portare avanti le lotte per la Chipkosalvaguardia dell'ambiente e per proseguire il discorso gandhiano della resistenza non violenta in tutte le sue forme. La più affascinante di queste è sicuramente la forma di lotta non violenta chiamata chipko che consiste nell'impedire alle multinazionali assetate di legna di tagliare di alberi (la forma di lotta consiste semplicemente nell' abbracciare gli alberi! - inutile ricordare come l'India sia sovrana mondiale indiscussa della resistenza non violenta).

Due libri che regalano al mondo ritratti di donne coraggiose, e che pertanto dj Giorgio Luigi vi invita a leggere senza remore, anche per la scelta estetica dell'edizione, di fatto un gran bel breviario illustrato.

postato da donnaprassede78 | 21:42 | commenti (1)
libros, matriarcato


giovedì, 31 gennaio 2008
 

PER CAPIRE QUEST'ITALIA...

Bisognerebbe rivedere il significato di "storia contemporanea": se nei programmi scolastici si studia la storia contemporanea - per esempio - italiana, ecco che si arriva a mala pena a studiare la seconda guerra mondiale. E dopo? Cosa succede dal 1945 in poi? Niente? Bisognerebbe rivedere i programmi scolastici ed inserire un corso di storia italiana DAVVERO contemporanea, cioè dal 1945 ai giorni nostri, perchè in questi 60 e passa anni ne sono successe di cotte e di crude.

fratelli dPer rimediare a questa ignoranza serpeggiante vi segnalo un libro degno di nota, Fratelli d'Italia di Ferruccio Pinotti: un'accurata inchiesta sulla massoneria (deviata e non - perchè pare che esista anche una massoneria non deviata...difficile a credersi...). Un'indagine sui fatti e sui nomi di chi è gravitato o gravita ancora nell'orbita della massoneria, condotta attraverso interviste esclusive, documenti, atti giudiziari, testimonianze inedite, in un viaggio nelle viscere del potere che è tale nella misura in cui è sconosciuto. Perchè la massoneria in Italia ha avuto - e continua ad avere, con i suoi 18.000 e rotti affiliati - un ruolo preponderante nelle istituzioni italiane di ogni ordine e grado (da politici noti e meno noti - Cossiga fra tutti - a docenti universitari - Giuliano De Bernardo, professore di Filosofia della Scienza all'università di Trento - a sedicenti vip televisivi - quel Meluzzi che imperversa in tanti salotti mediatici, ora sapete perchè imperversa!).

Il libro è voluminoso (700 e passa pagine) ma davvero illuminante, quindi altamente consigliato a chiunque voglia capire meglio la nostra società e la putrescente fanghiglia in cui viviamo.

postato da donnaprassede78 | 18:32 | commenti
attualità, libros


sabato, 12 gennaio 2008
 

CI LIBEREREMO MAI DI RON HUBBARD?

Sull' Espresso di questa settimana leggo un articolo sull'abuso di eroina da parte di un sempre maggior numero di adolescenti italiani. Scopro che il numero dei giovanissimi (12-15enni) in cura presso i Sert (Servizio TossicoAlcoldipendenze) sta aumentando, anche perchè la maggior parte di questi non abusa christiane fdi eroina per via endovenosa, ma si "limita" a sniffarla e a fumarla, credendo così di evitare la dipendenza fisica. Mi è tornato subito in mente un libro che lessi alcuni anni fa, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, cronaca spietatamente realista di un'adolescente eroinomane, Christiane F.,  che finisce a far marchette per pagarsi la dose giornaliera. Un libro spietato, ma assolutamente da leggere, così come è da vedere il film che dal libro è tratto (non bello come il libro, ma va dato atto al regista Uli Edel di essere riuscito a catturare sulla pellicola tutto lo squallore e il marciume della vita degli eroinomani nella Berlino di fine anni '70). Per curiosità vado a vedermi il sito del Sert, trovo notizie interessanti. Poi mi torna in mente che nel libro Christiane menzionava una comunità di recupero a cui si era affidata per provare ad uscire dal tunnel della droga: il Narconon. Per curiosità vado a vedermi anche quel sito. Scopro che il fondatore del Narconon, tale William Benitez, ha sviluppato il suo programma di riabilitazione utilizzando tecniche create da Ron Hubbard: ebbene si, da Mr. Scientology! Approfondisco, e scopro che, ad esempio, il Narconon cura la dipendenza da eroina grazie a delle saune che rimuoverebbe le tossine presenti nell'organismo, aiutando il tossicodipendete a sganciarsi a livello mentale dalla dipendenza. Come disse Benitez, a proposito di ciò che aveva appreso dai lavori di Ron Hubbard che aveva adottato per il programma Narconon: «Ciò che mi aveva stupito era che il lavoro di Hubbard si concentrava non solo nell'identificare le abilità, ma anche in una metodologia pratica (esercizi) grazie a cui svilupparle. Realizzai così che la tossicodipendenza è una disabilità che si instaura quando una persona cessa di usare le proprie abilità essenziali a un'esistenza costruttiva». L'intero programma Narconon è stato sviluppato in base a questa premessa fondamentale: una persona risolve le 'disabilità' aumentando le proprie 'abilità'. Complimenti per la trasmissione!

Nel libro Christiane sottolineava come il Narconon ci tenesse molto al pagamento anticipato e molto poco se i tossicodipendenti da loro in cura se ne scappavano dal centro dopo due giorni e non si facevano più vivi.

Inutile sottolineare che Hubbard continua a far danni: per ogni evenienza vi si invita a cliccare qui; è un sito vecchio, si sa, ma è sempre meglio rispolverarle certe conoscenze, ogni tanto!

postato da donnaprassede78 | 16:02 | commenti (1)
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