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martedì, 30 settembre 2008
 

WORK IN PROGRESS part II

Non sentiatevi sfiduciati, Greenline (in viaggio per voi) sta lavorando per voi! Ecco le prove:

madres

Greenline a Buenos Aires, marciando con las Madres de Plaza de Mayo;

greenline cataratas2

Greenline alle cascate dell'Iguazú, lato brasiliano, stupefacendosi della potenza dell'acqua;

fernandz

Greenline a Resistencia, provincia del Chaco, accarezzando il perro Fernando;

greenline salta talia

Greenline sulle Ande della provincia di Salta, accarezzando il lama Talía;

greenline mendoza - san juan

Greenline a Mendoza, cercando di capire come far ad entrare dentro quel cancello lí...;

bahia blanca puerto

Greenline a Bahía Blanca, salutando una barchina che entra in porto.

Non perdete le speranza, presto queste foto saranno animate - a mó di documentario... - e potrete godere delle nuove avventure di Greenline (in viaggio per voi)!

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argentina, greenline


sabato, 27 settembre 2008
 

GIOVANI AUTORI CRESCONO

Pubblichiamo, su gentil  richiesta del Padrino, cui tanti onori tributiamo con ossequianza et magniloquenzia, un breve estratto da IL GIARDINO IRRAGGIUNGIBILE di Caterina Saracino, autrice esordiente a cui djgiorgioluigi manda un in bocca al lupo straordinario.

BUONANOTTE, CAPELLI ROSSI

È da quando ho memoria di me che sogno un giardino. Un giardino senza orizzonti, dove il sole è accecante e la vegetazione è così alta e densa che ci si può nuotare, senza percezione di gravità, come sospesi ad una corda di nylon. So che c’è un modo per arrivarci, mi sembra di riconoscere la strada in ogni vicolo della mia città, mi sforzo di tenerne a mente il percorso, di calcolarne il tempo di arrivo; ma quando mi sveglio ho già dimenticato tutto.

Trentasei anni a cercare questo giardino irraggiungibile. Forse mi piace soffrire. O forse spero solo di non trovarlo mai.

Conobbi la rossa in un ipermercato. Era una giornata torrida di maggio e la metà dei clienti era stata attratta, me compreso, dalla seduzione dell’aria condizionata. L’uso del mio cesto rosso di plastica era giustificato solo da un pacco di riso parboiled e da un’altro di merendine al cioccolato. La golosità faceva sberleffi alla vergogna quando portavo alla cassa l’infame confezione infestata dalle figure imbecilli dei personaggi-sorpresa. Mi concedevo, insomma, la voluttà di viaggiare su una barchetta rubata ad un bambino pur di navigare in un mare di surrogato.

Camminavo per il centro commerciale godendomi il fresco, quando la mia attenzione venne catturata dalla graziosa rotondità di una donna longilinea e piuttosto alta che teneva per mano un pargolo biondo di circa sette anni. Mi chiesi se tanta avvenenza posteriore fosse equilibrata da una rara bruttezza anteriore e ad ogni passo sinuoso della donna, la mia curiosità lievitava.

Dovetti infilarmi nei reparti in cui indovinavo volessero dirigersi, finché li ritrovai in quello ortofrutticolo.

La donna era impagabilmente bella, come può esserlo l’ultimo disegno di un visionario. Una massa di ricci tizianeschi le faceva contorno alla testa. Dalla mia posizione potevo udire le loro voci.

<<Perché usi quei guanti, zia?>>

<<Per igiene. Bisogna rispettare le persone che compreranno questa frutta. E anche perché su certi ortaggi può esserci del terreno e noi non vogliamo sporcarci le mani, quando abbiamo questi guanti così carini!>>

<<Sì. Possiamo prendere queste mele che non sono sporche di terreno?>>

La donna sorrise, sfregandogli il capo.

Oh, deliziosa Biancaneve che istruisci il nanetto!

Mi avvicinai, fingendo interesse per delle fragole eccessivamente mature per poterselo meritare.

<<Quel signore non ha messo i guanti!>> bisbigliò la piccola spia.

Sapere che in quel momento gli occhi di lei mi stavano puntando, m’infuse un certo coraggio. Mi rivolsi al bimbo.

<<Queste fragole sono così molli che si possono spiaccicare direttamente sul pane. Poi ci metti lo zucchero ed è come se mangiassi pane e marmellata. Uguale.>> Il bambino rise.

<<E se c’è il verme?>> osservò poi, avvicinandosi un ditino al naso.

<<Gli chiedi se vuole fare colazione con te, invece che starsene rintanato lì dentro. Ti pare?>>

Fingendo disinteresse, la donna infilò in diversi sacchetti trasparenti una mezza dozzina di mele rosse, un gambo di sedano, un grosso cespo d’insalata riccia, almeno due chili di pomodori e alcune cipolle, scrutando bene ogni cosa che imbustava, come un ispettore del controllo qualità. La guardai inebetito finché ebbe completato le operazioni.

<<Continuiamo il giro, Matteo. Beh, buona giornata.>> fece, rivolta alla mia direzione, mentre sollevava da terra il cesto di plastica appesantito.

Un guizzo strano nei suoi occhi, calò un pezzo di corda perché io scalassi la torre fragile della speranza. Chiusa la mano del nipote nella propria, si avviò verso il reparto dei dolciumi per scegliere un barattolo di miele d’acacia. Continuai a seguirli, tenendomi ad una certa distanza. Come mi aspettavo, il bambino cominciò a frignare di desiderio per un pacco di merendine con la sorpresa. La salutista non cedeva. Dovevo aiutarlo. Aprii la mia confezione personale, ne estrassi un involucro che vestiva un mostriciattolo con gli occhi a palla e lo feci scivolare nella mano del piccolo Matteo.

<<Grazie!>> gridò lui, entusiasta, come se gli avessi consegnato le chiavi di un’immensa stanza dei giochi.

<<Figurati, io li ho già collezionati tutti. Questo è un doppione.>> scherzai, pensando al mio gesto automatico di scaricare quegli obbrobri direttamente nel cestino dei rifiuti.

Stavolta la rossa fece di tutto per apparire infastidita, senza tuttavia riuscirvi.

<<Vuole accompagnarci nel reparto pescheria?>> fischiò, sarcastica.

<<Non sono bravo a consigliare. E credo che lei sia piuttosto decisa, come tipo.>>

<<Si è già fatto un’idea di me? Cos’è, uno psicologo?>>

<<Magari! A quest’ora avrei sotterfugi meno infantili per poterla avvicinare.>>

Il suo sguardo corse rapido al bambino, poi si piantò nei miei occhi, ma io riuscivo a vedere solo l’increspatura innaturale delle sue labbra.

Mi ritrovai solo col mio cesto rosso semivuoto a domandarmi il significato del guizzo nel reparto ortofrutticolo e guardare quella coppia male assortita che si allontanava in fretta. Pagai la mia roba ad una cassa agevolata e trascorsi una buona mezz’ora da Muzik a passare in rassegna le ultime uscite discografiche, uscendone poi con Treasure dei Cocteau Twins. Mi riconsegnai all’afa di quel giorno come un condannato alla gogna e raggiunsi la mia 407. Avevo appena infilato la chiave nella portiera quando vidi la donna raggiungere una coppia che usciva dal grosso negozio di articoli sportivi accanto al centro commerciale. Ridacchiarono un po’ insieme, carezzando la testa del bambino come fosse un antistress, poi la rossa consegnò il nipote a quelli che dovevano essere i genitori e si allontanò. Quando sollevò lo sguardo verso di me, io lo distrassi e feci per entrare in macchina.

<<Aspetti!>>

Incedette verso di me senza fretta, i tacchi alti dovevano esserle d’impiccio. Posò le buste per terra con un fievole sospiro. Vicinissima. La camicetta bianca, i jeans con piccoli fiori ricamati sul lato sinistro, i sandali altissimi. La sproporzionata grandezza dei suoi occhi rispetto al viso minuto mi colpì. Strano notarlo solo ora. Meravigliosi quei ricci di rame ben definiti che rilucevano intorno all’ovale perfetto del viso. Odorava di lavanda e ogni dettaglio dei suoi accessori e della sua persona rasentava la perfezione.

<<Le chiedo scusa per la mia scortesia, ma deve riconoscere che il momento non era adatto, visto che ero con un bambino.>>

<<Scusi lei.>> chiusi, un po’ sbrigativo.

Avrei ignorato tutta la gente intorno a noi e l’avrei sbattuta contro il cofano bollente se avessi colto in lei il benché minimo invito. Nel farlo, avrei rotto le bottiglie di salsa sotto i nostri piedi, fatto rotolare via la latta del mais, sfogliato la sua insalata; ma non me ne sarei nemmeno accorto.

<<Mio nipote l’ha trovata molto simpatico.>> cercò di dare spago alla conversazione.

<<Personcina deliziosa. Mi chiamo Elia.>> Le tesi la mano.

<<Janira.>>

<<Cenerebbe con me?>>

<<Ho quarantacinque anni.>>

<<Mai sentita una scusa del genere…>>

Janira rise, poi scosse la testa, arresa a me, chinandosi a raccogliere le buste con una flessuosità da ballerina. Appuntamento per le venti e trenta.



Estratto da “IL GIARDINO IRRAGGIUNGIBILE” di Caterina Saracino, ENRICO FOLCI EDITORE 2008.

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libros


giovedì, 25 settembre 2008
 

ALITALIA DOCET
fantozzi_libroIn questo periodo di tensione sociale ed economica, djgiorgioluigi, grazie alla presenza di Augusto Fantozzi nell'affaire Alitalia, riscopre la figura intramontabile del ragionier Ugo Fantozzi, uomo come tanti, personaggio come pochi. I suoi film sono ultraconosciuti, non sto qui a citarli, ma sappiate che, in caso di un attacco violento di nostalgia, li trovate tutti su youtube. E' dei libri scritti da Villaggio che djgiorgioluigi intende parlare quest'oggi, e in particolare di Superfantozzi, raccolta di tutte le avventure in un unico volume: dj Giorgio Luigi tiene tra le sue possenti mani una copia edita Rizzoli del 1985, ed ignora se esistano ristampe in circolazione, ma tutto ciò non ha importanza, sappiate che ogni biblioteca di quartiere degna di questo nome ha tra i suoi scaffali una copia polverosa del suddetto geniale libro. Riscoprite quindi il ragioner Ugo, la Pina, la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, il professor Vignardelli Bava e la mitica signorina Silvani, quel "mostrino di gamba corta all'italiana, denti da coniglietto e capelli tinti, ma certo più viva di sua moglie Pina...", che tanta gioia vi daran!
postato da donnaprassede78 | 16:51 | commenti (3)
cinema, attualità, libros


domenica, 21 settembre 2008
 

AMMAZZATECITUTTI RISCHIA DI CHIUDERE ENTRO UN MESE: LETTERA APERTA

Dj Giorgio Luigi riceve e pubblica questa lettera dell'associazione Ammazzateci Tutti, e sa che i suoi lettori, sensibili e pazienti, la leggeranno tutta, perchè merita rispetto et attenzione.

Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere "incellophanata" dall'omertà e, soprattutto, dalla paura.  Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto. Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più "Mecenate", anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie,  ecc..). Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicand oli con nome e cognome, a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha  certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro "esercito" diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per riuscire a sopravvivere e sostenere anche l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dover pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure.  Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l'incisività che Ammazzateci Tutti può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare. E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti "conti": se in termini di consenso e sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante (partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania), non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca. L'idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di gridare al mondo intero che l'Italia non è solo mafia, che non è colpa nostra se emergono sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommette re (e rischiare) sulla nostra stessa pelle il prezzo dell'impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte a tutti gli italiani onesti. E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui - lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il "lusso" di continuare con le nostre attività sui territori e quelle telematiche. Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato, con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni. Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l'azienda a but tare il server ed acquistarne uno nuovo)  ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server trasformandolo questa volta in uno "zombie" (così si definisce in gergo tecnico) atto a frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri. Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari in Australia ed il Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali di fronte alla legge nostre e dell'azienda che ci ospita. Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da ogni preoccu pazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell'organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti). Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie. Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà; diventate  nostri "azionisti", almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia. Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.  Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell'omicidio Fortugno e quindi della nostra "nascita". Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso Monsignor Giancarlo Bregantini, <<non basta sperare, bisogna saper organizzare la speranza>> ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le spera nze di tutti noi, di tutti voi.
 
Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti
Coordinamento nazionale "Ammazzateci Tutti"
www.ammazzatecitutti.org

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attualità, pensamiento culto


martedì, 16 settembre 2008
 

ORE DECISIVE PER ALITALIA

Riportiamo da Repubblica.it:

19:40 Fantozzi: "Altre offerte? Vedremo se ce ne sono"
"Se dovesse fallire la trattativa con la Cai, si vedrà se ci sono altre offerte". Lo ha detto il commissario straordinario Augusto Fantozzi ai giornalisti che lo aspettavano sotto il suo ufficio, suo studio. Alla domanda se la trattativa dovesse fallire, Fantozzi ha risposto: "Chiedetelo a Cai. Noi guarderamo intorno se ci sono altre offerte poi faremo quello che dobbiamo fare". In cassa, intanto, "i soldi sono pochi, anzi pochissimi. Stanno per finire".

Inutile dire che se al posto di quel Fantozzi ci fosse Questo Fantozzi:

 

la situazione dell'Alitalia si risolverebbe nel giro di un paio di minuti, con tanto di applausi scroscianti finali.

postato da donnaprassede78 | 19:53 | commenti (2)
cinema, attualità


venerdì, 12 settembre 2008
 

VI STARETE CHIEDENDO SICURAMENTE...

...se Greenline (in viaggio per voi) è sempre in viaggio per voi. Ebbene, la risposta è si. Stiamo lavorando per voi e la sottoscrivente donnaprassede sta editando le 10 ore di filmato che 2 porteñas su 3 hanno girato in terra argentina. Nell'attesa (che, devo essere sincera, sarà lunga!) vi mostriamo alcune immegini che, ne siamo certe, saranno di conforto a chi attende con ansia le prossime puntate di Greenline (in viaggio per voi)...

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postato da donnaprassede78 | 18:55 | commenti (5)
argentina, greenline


mercoledì, 10 settembre 2008
 

IN 14 ANNI NON E' CAMBIATO NIENTE?

Pare di no. Questo filmato che dj Giorgio Luigi oggi condivide con voi è del 1994. No comment...

 



martedì, 09 settembre 2008
 

EL PROGRESO DE LA CIENCIA...

Nei bagni della casa museo Carlos Gardel di Buenos Aires, può succedere di imbattersi in questo:

el progreso de la ciencia

Una pubblicità assai datata, un'antichità, una primizia straordinaria, un metodo dinosaurico per ingrandirsi le tette. "Los pechos pueden aumentarse y indurecerse", proclama lo slogan, rassicurando i più sul fatto che la tecnica di rigonfiamento mammellare è "reconocida por el doctor Colonnay, de la Facultad de Medicina de Paris". Beh, allora c'è da fidarsi... E voi, donne di tutto il mondo che non siete soddisfatte della vostra presenza fisica a livello di decolté ma che neanche vi fidate delle protesi al silicone, affidatevi al metodo Venus Carnis: e potrete finalmente aprire al sole i vostri balconi mostrando dai 10 ai 25 centimetri in più di pettorale, e tutto ciò nel giro di un mese!

Per maggiori informazioni contattare la casa museo Carlos Gardel di Buenos Aires che, oltre ad offrire la storia della Voce del Tango, regala queste trashate senza tempo all'interno dei bagni.



domenica, 07 settembre 2008
 

SCRITTA SUI MURI DE LA BOCA (Buenos Aires)

L'Argentina è un paese politicamente  attivo e attento (l'Italia, dal canto suo, è paese politicamente passivo et disattento, nonchè privo di memoria...). Ecco spuntare questa scritta nel quartiere de La Boca, quartiere proletario e criminalmente molto vivace; per i non hispano-hablantes dj Giorgio Luigi traduce: "Le puttane al  potere!!! (I loro figli già ci stanno - al potere...)". Cultura popolare che tocca alte vette di simpatia...

murales a la boca

postato da donnaprassede78 | 13:24 | commenti (2)
argentina, attualità, pensamiento culto


lunedì, 01 settembre 2008
 

LEON GIECO

leon giecoChi è costui? E' un cantautore argentino, originario di Santa Fe, uno di quegli artisti che hanno il dono di saper ritrarre con poche parole l'anima del proprio paese (in questo caso specifico non solo l'Argentina, ma tutto il sud America). Dj Giorgio Luigi vi presenta la commovente canzone La memoria, un incredibile poesia-atto di protesa-ninna nanna. Buon ascolto/visione/lettura.

 

Los viejos amores que no están,
la ilusión de los que perdieron,
todas las promesas que se van,
y los que en cualquier guerra se cayeron.

Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.

El engaño y la complicidad
de los genocidas que están sueltos,
el indulto y el punto final
a las bestias de aquel infierno.

Todo está guardado en la memoria,
sueño de la vida y de la historia.

La memoria despierta para herir
a los pueblos dormidos
que no la dejan vivir
libre como el viento.

Los desaparecidos que se buscan
con el color de sus nacimientos,
el hambre y la abundancia que se juntan,
el mal trato con su mal recuerdo.

Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.

Dos mil comerían por un año
con lo que cuesta un minuto militar
Cuántos dejarían de ser esclavos
por el precio de una bomba al mar.

Todo está clavado en la memoria,
espina de la vida y de la historia.

La memoria pincha hasta sangrar,
a los pueblos que la amarran
y no la dejan andar
libre como el viento.

Todos los muertos de la A.M.I.A.
y los de la Embajada de Israel,
el poder secreto de las armas,
la justicia que mira y no ve.

Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.

Fue cuando se callaron las iglesias,
fue cuando el fútbol se lo comió todo,
que los padres palotinos y Angelelli
dejaron su sangre en el lodo.

Todo está escondido en la memoria,
refugio de la vida y de la historia.

La memoria estalla hasta vencer
a los pueblos que la aplastan
y que no la dejan ser
libre como el viento.

La bala a Chico Méndez en Brasil,
150.000 guatemaltecos,
los mineros que enfrentan al fusil,
represión estudiantil en México.

Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.

América con almas destruidas,
los chicos que mata el escuadrón,
suplicio de Mugica por las villas,
dignidad de Rodolfo Walsh.

Todo está cargado en la memoria,
arma de la vida y de la historia.

La memoria apunta hasta matar
a los pueblos que la callan
y no la dejan volar
libre como el viento.
  

postato da donnaprassede78 | 20:25 | commenti (6)
musica, argentina