L' Alfabeto ogamico o Ogham craobh o semplicemente Beth-Luis-Nion (antico irlandese: Ogam) è un tipo di scrittura che fu in uso soprattutto per trascrivere antiche lingue celtiche. La sua caratteristica principale è quella di non avere lettere di forme differenti, bensì di ottenere le differenti lettere con un numero diverso di incisioni a destra, a sinistra o attraverso una linea che costituisce il fulcro dello scritto.
I testi più antichi che si conoscano risalgono al V-VI secolo d.C. e si trovano solitamente su pietre (spesso cippi funerari) poste verticalmente, con lo spigolo della pietra che funge da linea mediana della scrittura e le lettere che si susseguono in verticale. Questi testi su pietra (circa 380, disseminati intorno al Mare d'Irlanda, soprattutto in Irlanda, Galles e Isola di Man, con poche attestazioni anche in Inghilterra, Scozia e Isole Shetland) non attestano però le fasi più antiche di questa scrittura, che per molto tempo dovette essere utilizzata su supporti di legno o corteccia, oggi deperiti. L'alfabeto ogamico venne anche utilizzato, sporadicamente, per annotazioni su manoscritti di epoca più tarda, fin verso il XVI secolo. Ad Ahenny, nella contea di Tipperary, si conosce un'iscrizione ogamica su una pietra tombale del 1802.
L'alfabeto ogamico comprende venti lettere diverse, (feda), distribuite in quattro serie o aicmí (plurale di aicme "famiglia"). Ogni aicme prendeva nome dalla sua prima lettera (Aicme Beithe, Aicme hÚatha, Aicme Muine, Aicme Ailme, "la famiglia della B", "la famiglia dell' H", "la famiglia della M", "la famiglia della A"). Nei manoscritti si trovano anche ulteriori lettere, chiamate forfeda. I primi tre aicmi sono composti da consonanti, l'ultimo da vocali. Ogni lettera di questo alfabeto è associata ad un particolare albero il nome stesso Ogham craobh significa scrittura arborea.
Di seguito sono riportati i quattro aicmí, con la loro trascrizione secondo la tradizione dei manoscritti e i loro nomi in antico irlandese normalizzato, seguiti dai loro valori fonetici in irlandese arcaico e quello che si suppone fosse il loro nome in irlandese arcaico quando si conosca l'etimologia del nome.
tratti in giù (o verso destra)
B beith [b] (*betwias)
L luis [l]
F fearn [w] (*wernā)
S saille [s] (*salis)
N nuin [n]
tratti in su (o verso sinistra)
H úath [y]?
D duir [d] (*daris)
T tinne [t]
C coll [k] (*coslas)
Q ceirt [kw] (*kwertā)
tratti che tagliano obliquamente la riga
M muin [m]
G gort [g] (*gortas)
NG gétal [gw] (*gwēddlan)
Z straif [sw] or [ts]?
R ruis [r]
tacche oppure tratti che tagliano perpendicolarmente la riga (vocali)
Torniamo a parlare di Sora Verde, poetessa del Tibburtino che tanti successi miete nella nostra penisola. Quest'oggi delizieremo le vostre necessità liriche dedicandovi la poesia Morta de fame, altro struggente inno al dolore di una donna e della sua condizione di indigenza, ma non senza una nota di speranza per il riscatto futuro.
Un nuovo personaggio entra a far parte della più che mai allargabile schiera di amici di dj Giorgio Luigi: sora Verde. Poetessa romana der Tibburtino, indigente ma tronfia di umiltà, novella Anna Magnani de noarti, sora Verde intende proseguire quel discorso poetico-linguistico iniziato da Pasolini coi suoi capolavori sui giovani borgatari romani degli anni '50 e '60, sbandierando al contempo il vessillo del matriarcato tanto caro a noi portegne. Vi proponiamo oggi la sua poesia manifesto: Io so' sora Verde. DA notare le parole che celano un profondo disagio sociale, che però non prende mai il soppravvento sulla forte volontà di riscatto, simboleggiata dal colore verde.
DA ieri la comunità scientifica mondiale può vantare tra le sue fila una nuova dottoressa magistrale: Che Nannaré, giovin dama enza macchia e senza fe, ha discusso la sua tesi riscuotendo ampio successo e meritando il massimo dei voti cum laude. Dj Giorgio Luigi si felicita vivamente (ma la invita a postare più spesso!).
Etimologia: dal latino "che veglia in meditazione"
o ancora
"può derivare da un nome etrusco di significato ignoto, ma è tradizionalmente accostato al latino vigil, vigile, attento".
Alla vigilia della festa dell'anno, ovvero la laurea magistrale in lingua spagnola della Nostra Sorella Porteña Che Nannaré, dj Giorgio Luigi invita tutti i suoi lettori a vegliare in meditazione e/o essere attenti e vigili, ché domani vi si presenterà il resoconto della fiesta.